Bolletta energia elettrica

Scopri tutte le novità 2019 per la tua tariffa elettrica

A partire dal 1° luglio 2019, il Ddl Concorrenza approvato in senato il 2 Agosto 2017 determinerà l’abbandono del mercato di maggior tutela e l’introduzione del mercato libero dell’energia gas e luce. A differenza del mercato di maggior tutela, in cui le condizioni economiche e contrattuali sono regolate dall’Autorità competente, il mercato libero dell’energia consente al singolo cittadino di poter scegliere liberamente il proprio fornitore di energia in funzione delle tariffe promosse e dai servizi offerti.

Le tariffe di distribuzione vengono definite liberamente dai singoli distributori, con un preventivo controllo da parte dell’Autorità competente per la tutela del consumatore finale. L’utente finale potrà dunque sottoscrivere il proprio contratto direttamente con il fornitore che si occuperà della commercializzazione del prodotto.

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Tariffe energia elettrica

Il cliente può scegliere tariffe differenti in base ai propri consumi optando per un’offerta con un prezzo vantaggioso nelle ore della giornata in cui maggiormente consuma (il costo €/kWh varia in base alle fasce orarie).

Le fasce orarie sono 3 e vengono definite dall’autorità nel modo indicato di seguito:

  • Fascia F1 dalle 08.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì;
  • Fascia F2 dalle 07.00 alle 08.00 e dalle 19.00 alle 23.00 dal lunedì al venerdì;
    Fascia F2 dalle 07.00 alle 23.00 nel weekend;
  • Fascia F3 dalle 00.00 alle 07.00 e dalle 23.00 alle 24.00 da lunedì a sabato, tutte le ore la domenica e i giorni festivi.

Di solito le fasce F2 e F3 vengono accorpate in un’unica fascia definita F23

Sono presenti sul mercato 2 tipologie di tariffe:

  • Tariffa monoraria: corrisponde alla fascia F0 che garantisce lo stesso prezzo dell’energia per tutto il giorno. Adatta per chi utilizza energia elettrica tutto il giorno, indipendentemente dall’orario;
  • Tariffa bioraria: il prezzo della materia prima energia varia in base alla fascia oraria. Ci saranno quindi prezzi differenti tra le fasce F1 e F23. Offerta consigliata per chi consuma maggior mente nel week-end o nelle ore serali, quando l’energia elettrica costa meno.

Come risparmiare energia elettrica

I rincari sono ormai all’ordine del giorno, il settore energetico è uno tra i principali settori che presenta aumenti di costi. Diventa fondamentale quindi risparmiare energia elettrica, sia a livello economico (che ambientale).

Quali potrebbero essere, a livello domestico, le accortezze da porre in essere affinché la bolletta impatti meno sulle spese a fine mese.

Le nuove tecnologie e uno stile di vita consapevole e attento agli sprechi permettono di risparmiare energia elettrica in modo semplice e senza troppo impegno.

Possibili soluzioni per ridurre sprechi di energia:

  • Elettrodomestici, anche se in standby, hanno un peso in bolletta; spegnergli completamente è un primo semplice modo per ridurre tale spreco;
  • Utilizzo di lampade LED che consumano molto meno rispetto ai sistemi di illuminazione tradizionali e hanno una durata molto superiore;
  • Aprire il frigorifero solo quando è necessario;
  • Prediligere forno a microonde rispetto a quello elettrico;
  • Utilizzare lavatrice di notte (il costo dell’energia elettrica è minore rispetto al giorno);
  • Dotarsi di elettrodomestici a basso consumo.

Energia elettrica: imposte presenti in bolletta

L’imposizione fiscale sull’energia elettrica è costituita dalle seguenti 2 voci:

  • Imposta di consumo (accisa): diversificata per scaglioni e/o tipologia di impiego;
  • IVA: applicata sull’importo complessivo (al lordo dell’imposta di consumo).
Imposta di consumo (accisa) – USI DOMESTICI
Abitazione di residenza anagrafica con potenza impegnata fino a 3 kW. Abitazione di residenza anagrafica con potenza impegnata fino a 3 kW. Abitazione di residenza anagrafica con potenza impegnata superiore a 3 kW. Altre abitazioni
(“seconde case”).
Consumi fino a 150 kWh/mese Consumi oltre 150 kWh/mese
Esente 0,0227 € 0,0227 € 0,0227 €
IVA – USI DOMESTICI
Uso domestico relativo al fabbisogno di strutture residenziali/abitative a carattere familiare o collettivo (caserma, scuola, asilo, casa di riposo, convento, orfanotrofio, brefotrofio, carcere mandamentale, condominio). Vedi circolare del Ministero delle Finanze n. 82/E del 7/4/99. 10%

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